Storia

ASTN, Carte e Piante, serie piante e vedute n. 44L'Archivio di Stato di Trento fu istituito nel 1926. In verità, a quella data esso funzionava già da diversi anni, perché era stato aperto nel 1920.

A formare il suo patrimonio contribuirono sia le rilevazioni ispettive compiute subito dopo la Grande Guerra ad archivi di enti e di privati lungo la linea devastata del fronte, sia le importanti restituzioni archivistiche ottenute dall'Austria nel 1919 e 1920, in base alle disposizioni del trattato di pace di Saint Germain. Tra queste soprattutto l'archivio del Principato Vescovile trentino.

La prima collocazione delle preziose scritture fu il Castello del Buonconsiglio, già residenza fastosa dei principi vescovi, ma fu per poco. Dopo soli tre mesi tutto il patrimonio archivistico fu trasferito nell'edificio dell'ex-seminario teologico dei Gesuiti di Trento, una proprietà del Comune sita lungo una centrale via della città. Fu la prima sede dell'Archivio di Stato, inaugurata, per l'appunto, nel marzo 1920.

Per settant'anni l'istituto si mantenne attivo in quell'edificio, condividendone gli ambienti con la Biblioteca comunale e fu un efficace elemento di forza tra le istituzioni culturali trentine ed un punto di riferimento per la ricerca storica e per la memoria giuridica della comunità. Attraversò le gravi vicende della seconda guerra mondiale ed anche quelle dell'inondazione del 1966, riportando pesanti guasti. Sviluppò lavori artchivistici di grande importanza per la valorizzazione scientifica del patrimonio, accolse e favorì versamenti da parte degli uffici statali ed acquisizioni documentarie a vario titolo, anche da privati. La sua consistenza ne fu molto accresciuta.

Nel 1991 l'Archivio fu costretto a lasciare al Comune l'ormai storica sede, che lo aveva ospitato per tanto tempo. Ora è ubicato alla periferia nord della città, ove occupa un edificio adattato alla funzione conservativa ed alle attività della pubblica fruizione.

Negli anni di attuazione del processo di autonomia per il Trentino, l'Archivio ha ceduto in custodia e gestione alla Provincia Autonoma di Trento alcuni fondi statali che avevano stretta attinenza con l'amministrazione del territorio.

Allo stato attuale, l'Archivio di Stato di Trento conserva documenti ed archivi in carta ed in pergamena per oltre 8.000 metri di scaffalatura, ma già lo sviluppo dei programmi di versamento e delle attività d'istituto lo motivano a percorrere nuove strade e nuove prospettive. Tra queste, il progetto di costruire in Trento un Polo archivistico integrato tra l'Archivio di Stato medesimo e gli altri organismi statali e provinciali della conservazione e della tutela archivistica: una casa comune per gli archivi trentini.


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